Rischi connessi con la sex addiction| Dipendenza da sesso

In molti casi la pornografia può essere un valido aiuto per le persone per vincere la timidezza rispetto alla sessualità, esplorare nuovi scenari e cimentarsi con nuove fantasie, da mettere in pratica, oppure da lasciare all’immaginario della coppia.

I sessuologi la consigliano per ravvivare o aumentare la tensione sessuale all’interno della coppia.

La pornografia può anche essere un modo per scoprire, per la prima volta, una modalità diversa di avere rapporti sessuali, che magari fino a quel momento erano stati finalizzati solo alla procreazione, o comunque ad un clima romantico e patinato che, sebbene ancora gradito, può – ad un certo punto della relazione – lasciare spazio anche a scenari più trasgressivi ed eccitanti.

Quindi, come spesso avviane il problema non sta nel mezzo, ma nella consapevolezza di chi lo utilizza, soprattutto riguardo la modalità e finalità che gli si attribuiscono.

Il Dott. Victor Cline, oggi uno dei massimi esperti della dipendenza da pornografia, però ci mette in guardia sull’uso smodato della pornografia che può portare, chi si masturba regolarmente con la pornografia, a diventare un vero e proprio tossico sessuale, incline ad una sessualità deviante.

L’ effetto immediato è la deumanizzazione della sessualità a scapito principalmente del sentimento d’amore.

Si struttura”, come ci dice, “uno stato dell’Io Estraneo – un lato oscuro – il cui nucleo centrale è una lussuria antisociale avulsa da valori.”

Una vera e propria Tossicodipendenza da Porno.

QUALI SONO I RISCHI? PROBLEMATICHE SESSUALI - FISICHE - EMOTIVE - SOCIALI

  • masturbazione compulsiva prolungata e controllata (finalizzata a massimizzare il piacere della visione pornografica), con eiaculazione finale liberatoria;
  • calo quasi totale del desiderio sessuale verso il proprio partner, con una forma di fastidio per il suo corpo;
  • semi-impotenza o impotenza totale in presenza di partner reali;
  • possibilità di erezione masturbatoria ed eiaculazione solo attraverso la visione di materiale pornografico;
  • dolore lancinante ai testicoli al momento dell’eiaculazione;
  • condizionamento a guardare le donne reali esclusivamente come corpi pornografici;
  • aumento della preoccupazione rispetto alla propria performance e alla durata della stessa;
  • incremento delle aspettative rispetto alla sessualità e ricerca di stimoli sempre più forti e difficili da raggiungere (dipendenza e compulsione);
  • preoccupazioni rispetto alla lunghezza del pene e alla prestanza fisica;
  •  insoddisfazione sessuale;
  • stress fisico;
  • deterioramento considerevole delle relazioni sociali, separazione dai parenti, isolamento;
  • diminuzione della memoria a breve termine e di sintesi
  • diminuzione delle abilità intellettive quali intuito, astrazione, sintesi, creatività, concentrazione;
  • diminuzione del rendimento lavorativo e scolastico, calo delle prestazioni fisiche e sportive;
  • alterazione del sonno;
  • aumento dell’ansia, senso di frustrazione, nervosismo e pessimismo;
  • intrattabilità e noia;
  • disorientamento progettuale, ovvero l’incapacità di fare scelte importanti e/o cambiamenti;
  • disgregazione dell’immagine di sé, attraverso l’interiorizzazione del giudizio negativo di sé;
  • carenza di autostima, tristezza, malinconia, depressione, irrequietezza ed isolamento sociale;
  • incapacità d’innamoramento profondo con grave ripercussione sulla relazione di coppia;
  • snaturamento di relazioni sessuali dove la persona cerca di ricreare con il suo partner uno schema pornografico.

MA COSA ACCOMUNA LE DIPENDENZE A LIVELLO PSICOLOGICO?

La necessità di alleviare momentaneamente l’angoscia e il senso di vuoto, fuggire dallo stress, dal disagio emotivo, provocati da problematiche sottostanti come la depressione, l’ansia o traumi psichici irrisolti.

Il soggetto, non riesce a rinunciare all’azione compulsiva, perché questa è finalizzata a ristabilire un equilibrio interiore che si è perso.

COSA SI PUÒ FARE? RIVOLGITI AD UNO PSICOLOGO!

Per la psicologia, la pornografia non è in sé né positiva né negativa, né buona né cattiva, né normale né perversa.

Se, però, ci si accorge di essere troppo dipendenti dalla pornografia, è bene richiedere l’aiuto di  un professionista  con cui confidarsi  senza vergogna, e intraprendere un percorso di vera e propria disintossicazione.

Le dipendenze, infatti,  vanno curate. Non bisogna sottovalutarle, perché possono rovinare la vita.

Questo non significa assolutamente rinunciare alla visione di qualche film porno o alla lettura di qualche romanzo erotico.

Significa, semplicemente, ristabilire l’equilibrio con se stessi e imparare a utilizzare questo strumento a proprio beneficio, per incrementare il proprio piacere e non per restarne vittime e generare insoddisfazione e aspettative destinate ad essere deluse.

Gli psicologi guardano alla pornografia con occhi sgombri da ogni moralismo. Studiano la fantasia sessuale, riportata in seduta, che rivela i traumi, le frustrazioni che sono state inflitte nell’infanzia, e i meccanismi creati per sfuggire alla tensione sessuale e per procurarsi piacere.

Concentrandosi sul vissuto intrapsichico del paziente possono aiutarlo a capire contro cosa sta lottando e quali sono le cause che sottostanno al suo disturbo.

L’approccio consigliato è quello integrato che prevede l’intervento di più professionisti (psicologi, sessuologi, neurologi, urologi). Spesso è, infatti, necessario affiancare al percorso di terapia (individuale o di gruppo) l’uso di farmaci per controllare l’ansia o per attenuare temporaneamente la libido.

La terapia sarà mirata al superamento dell’ossessiva percezione del bisogno e alla possibilità di ristabilire un rapporto sano ed equilibrato con l’autoerotismo.

Per far ciò sarà necessario creare un ambiente sicuro, che riduca drasticamente l’accesso alla pornografia (o ad altro materiale connesso ad essa) per almeno due mesi, per permettere al cervello di ‘disintossicarsi’ e ripristinare i meccanismi di funzionamento normali aiutando il paziente ad agire con consapevolezza e nuova intenzionalità.

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