Quarantena e Violenza sulle Donne

L’eccezionale situazione che stiamo vivendo – con una pandemia in atto che ha imposto, da parte del Governo, regole ferree a tutti i cittadini – ci vede costretti in questo periodo a una prolungata e obbligatoria permanenza tra le, spesso ristrette, mura domestiche in solitudine o in compagnia dei nostri familiari più stretti.  

Una situazione difficile da vivere sia a livello emotivo che, per qualcuno, a livello economico.  Ciò aggrava l’incidenza di comportamenti aberranti e situazioni emotive altamente stressanti che possono virare verso la devianza.

Spesso la convivenza, già difficile in situazioni di normalità, diventa un incubo ancora più atroce per le vittime di violenza domestica.

Le associazioni che si occupano di femminicidio e violenza sulle donne, stanno registrando un allarmante calo delle richieste di aiuto.

Dato non incoraggiante, perché non indicativo di una reale diminuzione dei casi di maltrattamento, bensì dell’impossibilità delle vittime di chiedere aiuto a causa della presenza costante in casa, dell’abusante.

La condizione di isolamento, infatti, accresce drammaticamente la possibilità di un controllo più serrato del soggetto maltrattante sulla libertà di movimento della donna che, in condizioni normali, approfitta proprio dei momenti di assenza del partner, per la propria richiesta di aiuto.

Non solo c’è, dunque, un rischio concreto che le situazioni di violenza aumentino, ma che anche i bambini (costretti a casa) siano vittime impotenti della violenza perpetrata sulle madri quando non risultino, essi stessi, oggetti diretti di minacce, insulti e percosse.

Vivere in un contesto carico di odio e violenza può creare traumi profondi nelle persone, lasciando segni indelebili e ferite difficilmente rimarginabili sulla psiche di soggetti in formazione come i bambini, compromettendone il loro normale sviluppo futuro.

Un clima in cui angoscia, ansia, tristezza, paura, disperazione, sono già potenzialmente presenti a causa della straordinaria situazione di emergenza che stiamo vivendo, sarà vissuto con ancora maggiore intensità.

Questo, unito al senso di impotenza e di colpa delle donne, che si sentiranno incapaci di difendere sé stesse e i propri figli, creerà conseguenze catastrofiche a livello emotivo, cognitivo e comportamentale con strascichi traumatici difficili da gestire e potenziali situazioni di escalation del pericolo realmente corso, all’interno di queste famiglie.

I centri antiviolenza, consapevoli di questi rischi, hanno subito attivato immediate contromisure, continuando a rendere disponibile il proprio servizio h24 – 7 giorni su 7, per accogliere le richieste di sostegno telefonico e di intervento, in situazioni di emergenza.

Si ricorda, inoltre, che le forze dell’ordine al numero 112, sono sempre pronte ad intervenire per qualsiasi richiesta di aiuto.

Tutta la popolazione va sensibilizzata a offrire un aiuto concreto alle persone che stanno vivendo l’orrore di comportamenti maltrattanti, offrendo il proprio supporto diretto o allertando le forze dell’ordine.

Piccoli gesti possono salvare vite umane.

Non tiratevi indietro.

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