Narcisismo Patologico e Dipendenza Affettiva

L’ Amore è l’elemento caratterizzante della nostra vita, che tutti  cerchiamo, di cui tutti parliamo e che viene sperimentato in modi profondamente diversi.

Indipendentemente dalle definizioni che possono esserne date, ciò che lo caratterizza è (all’interno coppia) la Progettualità e la Reciprocità ovvero la condivisione di emozioni e progetti.

Purtroppo però, al di là delle normali crisi che possono riguardare qualsiasi storia, alcune relazioni sono a tutti gli effetti dei RAPPORTI MALATI.

L’esempio più significativo è il rapporto tra soggetti Narcisisti e Dipendenti Affettivi

Va, innanzitutto, sottolineato che non sempre, quando si parla di Crisi di coppia, si possono delineare i contorni di un quadro patologico. Sebbene, infatti,  sembri quasi diventato di moda parlare di Narcisismo, non sempre il disagio della coppia è riconducibile a questo grave Disturbo di Personalità.

Tutti nella vita possiamo avere (anche solo per brevi periodi) comportamenti che, acquisendo i tratti di egocentrismo e spiccata concentrazione su se stessi, sui propri bisogni e desideri ci fanno apparire  incuranti degli altri, in modo non sono dissimile a quello dei Narcisi ma senza condividerne i tratti patologici.

Il DSM V (manuale diagnostico dei disturbi mentali tra i più accreditati dalla comunità scientifica mondiale) parla di DISTURBO NARCISISTICO DI PERSONALITÀ quando si è in presenza dei seguenti tratti comportamentali:

  • la costanza con cui illudono e ingannano la partner (dipingendo mondi irreali);
  • il rifiuto di responsabilità derivanti dalla relazione (sindrome di Peter Pan)
  • il rifiuto di comunicare sulla relazione, di parlare dei propri sentimenti e di prendere in considerazione il vissuto dell’altro (totale mancanza di empatia)

La manipolazione relazionale, costituisce, il nucleo da cui ha origine la dipendenza psicologica della vittima.

​La continua alternanza tra parti buone (romantico, brillante, gentile) e cattive (crudele, gelido, respingente) ingenera nel partner un costante senso di confusione, insicurezza ed un persistente senso di colpa e inadeguatezza.

Sentimenti che funzionano come trappole, catturando la vittima saldamente.

IDENTIKIT DEL NARCISISTA

Narcisista

Le persone con un modello comportamentale di tipo narcisista, sono patologicamente assorbite da se stesse e dai propri pensieri, tanto da mancare di empatia e consapevolezza di sé e degli altri.

​Sono spesso persone suscettibili e, sebbene inizialmente possano sembrare amichevoli e socievoli, in realtà non hanno alcun interesse in ciò che non riguardi i loro programmi e nessuna tolleranza a qualsiasi tipo di critica possa essere loro rivolta alle quali, anzi,  reagiscono in modo rabbioso.

Temono l’intimità ed hanno bisogno di sentirsi indispensabili. Vogliono essere amati come bambini e difficilmente sono fedeli.

​Si relazionano con gli altri, esclusivamente, mediante condotte di manipolazione mentale.

​La patologia risiede in una disfunzionalità affettiva ed emotiva.

​Secondo il famoso psichiatra americano Cleckey, il narcisismo corrisponde ad una forma di egocentrismo patologico che è, in pratica, un’inguaribile incapacità di amare.

​Il Narcisista, infatti, non è in grado di provare amore disinteressato, rimorso o senso di colpa.

Falsi, bugiardi, non disposti a cambiare, desiderosi di controllo e completamente dimentichi dei bisogni altrui.

Non presentano disturbi di ansia o altre manifestazioni psico-nevrotiche. Anzi, al contrario, si mostrano freddi anche dinnanzi a situazioni di forte stress emotivo.

​È, purtroppo, importante sottolineare  – come ci insegna lo psichiatra Robert Hare – che si tratta di un disturbo della personalità non curabile.

Considerandosi detentori della verità assoluta e non ammettendo mai di sbagliare, non sentiranno la necessità di chiedere aiuto perché essi si piacciono come sono, dentro e fuori, indipendentemente da quello che pensano gli altri.

DIPENDENZA AFFETTIVA (Sindrome della Crocerossina)

L’altra parte della medaglia della coppia patologica Narcisista, è il Dipendente Affettivo (generalmente la donna). Sono proprio loro che, sempre più spesso, cercano l’aiuto di uno Psicologo per liberarsi dalla morsa del MOSTRO e provare a superare la sofferenza.

Da un lato abbiamo il manipolatore perverso, il quale costruisce ad arte ed in maniera fittizia rapporti di stima, di amicizia, di amore per scopi personali ed opportunistici, dall’altro la vittima che, al contrario, quei sentimenti di stima, di affetto, di amicizia li prova realmente.

La Dipendenza Affettiva è un disturbo della sfera emotiva caratterizzato da insicurezza e continua ricerca di conferme e, nel rapporto con l’altro, dalla centralità di un oggetto d’amore verso il quale il soggetto dipendente, nutre sentimenti disfunzionali  di ESCLUSIVITÀ.

Soffrono di scarsa autostima e, a causa della loro profonda sfiducia in sé stessi, cercano disperatamente di rimanere attaccati alla persona da cui sono dipendenti, accettando  allontanamenti ciclici e abusi.

Faranno di tutto per “prendersi cura dei loro partner” nella speranza di non essere abbandonati o di essere un giorno ricambiati.

Si riscontrano:

  •  Pensiero costante sull’oggetto d’amore;
  •  Tendenza a riportare a sé o alla relazione ogni comportamento dell’altro;
  •  Difficoltà di concentrazione;
  •  Idealizzazione (“non troverò nessuno come lui“) e senso di inferiorità nei confronti del partner;
  •  Accentuazione di piccoli segni d’affetto e negazione degli aspetti negativi della relazione;
  •  Ritiro sociale e disinvestimento dal mondo circostante;
  •  Ansia e Depressione;
  •  Insonnia;
  •  Inappetenza;
  •  Malinconia;
  •  Vissuti di abbandono e solitudine;
  •  Sentimenti di vuoto e mancanza di senso;
  •   Gelosia;
  •  Compulsività rispetto al controllo di telefonate, sms, e-mail e social network;
  •  Idee ossessive;
  •  Perenne stato d’attesa che limita l’attività sociale;
  •  Paura del cambiamento;
  •  Paura dell’abbandono, della distanza e della separazione;
  •  Paura di mostrarsi per quello che si è;
  •  Mancanza di autostima

Cosa genera la dipendenza Affettiva?

L’amore che cerchiamo da adulti è spesso espressione delle esperienze e delle emozioni che abbiamo vissuto e sperimentato da bambini.

Il dipendente affettivo è rimasto bloccato ad un modello relazionale errato e autodistruttivo sperimentato da piccolo.

Nella ricerca del partner, si ripropongono schemi  generati durante l’infanzia a causa, per esempio, di un padre narciso distratto e poco attento o di una madre poco affettuosa e non accudente, e, in generale di una coppia genitoriale essa stessa disfunzionale (un padre che tradiva la madre consenziente o una coppia di genitori che si davano poco tra loro e, quindi incapaci di dare molto al\alla figlio\a).

Questa precoce esperienza di amore malato condizionerà ogni tipo di relazione futura.

Il rapporto con il Narciso è quasi inconsciamente ricercato, per poter riscrivere la propria storia da bambini; un partner con una ferita interiore compatibile alla nostra, che, però, non sarà in grado di donarci amore in modo sano così da reiterare e mantenere aperte ferite in un circolo vizioso che si ripropone ancora e ancora, con tutto il suo carico di dolore

ROMPERE GLI SCHEMI DELLA DIPENDENZA E RINASCERE

È difficile rompere uno schema una volta che si è radicato, ma ciò non significa che non possiamo provarci e riuscirci.

I modelli appresi durante l’infanzia possono essere rimodellati o addirittura modificati profondamente.  

Smettere di interpretare i messaggi dell’altro secondo le proprie aspettative e\o filtrandoli attraverso la paura dell’abbandono è il primo passo necessario.

Il partner ci ha smontati pezzo per pezzo ma, grazie all’aiuto di un professionista, potremo ricominciare a definire noi stessi e prenderci cura di noi.

Bisogna avere il coraggio di porre fine alla relazione tossica. 

​Imparare ad accettare se stessi e sentirsi una “persona degna d’amore” vi metterà sulla strada giusta per incontrare il partner con il quale instaurare un rapporto d’amore sano.

 

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