Mindfulness: Sette consigli per una pratica corretta

Premessa:

Viviamo una vita sempre più frenetica, in cui il tempo manca per tutto: per la famiglia, per gli amici, per i figli, per divertirsi e stare bene.
La tecnologia di cui disponiamo non ci permette mai di staccare la spina. Lavoriamo anche quando siamo in vacanza, guardiamo il cellulare anche quando dovremmo guardare gli occhi di chi ci sta intorno.
Questi ritmi, motivati dalla necessità di fare sempre più soldi e dal desiderio di realizzarci e avere successo, ci obbligano a correre dietro a tutto e a essere multitasking: facciamo tante cose tutte insieme senza farne bene nessuna e alla fine ci ritroviamo solo più fragili e stressati.
Se, da un lato, è innegabile che la vita, per quanto bella, sia un percorso pieno di ostacoli e imprevisti, dall’altra va detto che, dentro ogni essere umano, sono presenti in modo innato, tutte le potenzialità per affrontare il dolore e il disagio, trasformandoli in opportunità di crescita e miglioramento.
Il vero problema è che viviamo la nostra vita in modo inconsapevole, perdendo l’opportunità di essere dei veri protagonisti di ciò che ci accade o di quello che potremmo realizzare.
Compiamo sforzi enormi per gestire ciò che non ci piace e ci fa stare male; concentriamo tutte le nostre energie rimuginando sul passato, da cui possiamo imparare ma riguardo al quale non possiamo più fare nulla e sperando che il futuro sia migliore, senza avere la certezza che ve ne sia uno e dimenticando, che quel futuro tanto agognato, solo in parte dipende da noi. Questo fa sì che ci lasciamo sfuggire l’attimo presente che è l’unico momento in cui siamo davvero vivi e possiamo essere autori della nostra vita.
Per tentare di sottrarci alla paura, all’ansia, al dolore, alla rabbia e al disagio, operiamo grandi sforzi con un enorme dispendio di energia. Rifugiarsi nelle distrazioni di ogni tipo (alcol, droghe, sesso, cibo, giochi elettronici, social) o concentrarsi ossessivamente sul dolore, lamentandosi di essere sfortunati o che la vita sia profondamente ingiusta, sono solo alcuni dei modi in cui tentiamo di controllare ciò che ci accade; sono però modalità inefficaci, che ci bloccano in situazioni senza via d’uscita e alimentano il disagio invece di risolverlo.
Siamo proprio noi, infatti, che produciamo pensieri ed emozioni negative, imprigionandoci in un ciclo ripetitivo in cui il dolore diventa una sofferenza che si autoalimenta, privandoci della possibilità di essere flessibili e di migliorarci grazie a ciò che ci sta accadendo.

Cosa è la mindfulness?

Il termine inglese Mindfulness si traduce in italiano con consapevolezza. Dunque, mindfulness  significa essere consapevoli e pienamente presenti in ciò che sta accadendo nel qui e ora, calandosi con tutto se stessi nell’istante presente.

 Si tratta di un insieme di pratiche formali (tecniche meditative incentrate su una respirazione consapevole) e informali (attenzione focalizzata e consapevole a tutto ciò che facciamo quotidianamente come lavare i piatti, camminare o mangiare), caratterizzate da un’attenzione focalizzata e non giudicante al momento presente che, attraverso l’utilizzo dei nostri 5 sensi, ci permettono di diventare consapevoli di ciò che accade, dentro e fuori di noi, nel momento in cui lo stiamo vivendo, semplicemente osservandolo.

La mindfulness è proprio la consapevolezza che emerge da tale osservazione che ci permette di controllare le emozioni negative e raggiungere uno stato di benessere.

Quali sono i vantaggi della Mindfulness ?

Mindfulness vs Mindlessness (consapevolezza vs inconsapevolezza)

  • Vivere una vita senza mindfulness, equivale a restare inconsapevoli.

    Non consapevolezza significa:

    • Sprecare la propria vita;
    • Perdere informazioni utili e non imparare dall’esperienza;
    • Non sfruttare le occasioni che ci si offrono per mettere a frutto le nostre potenzialità;
    • Comunicare in modo superficiale, rischiando fraintendimenti nel rapporto con gli altri a discapito della relazione;
    • Rischiare più incidenti;
    • Essere più esposti allo stress e alle emozioni negative, con tutte le conseguenze che questo può comportare, in termini fisici e mentali.

     

    Praticare la mindfulness, allora, ci aiuta a:

    • Aumentare la nostra consapevolezza;
    • Abbandonare il giudizio e la tendenza a essere critici;
    • Regolare le emozioni negative, diminuendo drasticamente stress e ansia;
    • Avere un’esperienza di vita più appagante;
    • Sostituire i comportamenti automatici e reattivi con scelte e comportamenti più consapevoli e funzionali;
    • Essere più felici.

     

    Come dicevamo, la nostra mente ha capacità illimitate. Il suo uso corretto ci permetterebbe di mobilitare quelle risorse che sono già  integrate nel nostro DNA e radicate nel nostro sistema nervoso in modo innato. Imparare a sfruttare queste potenzialità, ci permetterebbe di gestire qualunque cosa ci accada, in modi sorprendenti, alleviando i sintomi e attivando i processi di guarigione di cui siamo dotati.

Cosa accomuna mindfulness e buddhismo?

Le origini della mindfulness derivano dalle tecniche contemplative della filosofia buddista. Il nome inglese mindfulness deriva dal termine sati della lingua pali che ha lo stesso significato (consapevolezza o attenzione presente e attiva).

Proprio come insegnano le quattro nobili verità e l’ottuplice sentiero del buddismo, la pratica della mindfulness è rivolta a ridurre la sofferenza legata a una visione distorta ed errata della realtà.

Per eliminare la sofferenza, dunque, è necessario acquisire la giusta consapevolezza di sé, dei propri pensieri, emozioni e sensazioni, attraverso una pratica costante; uno sforzo consapevole che permette di riportare pensieri ed emozioni alla loro giusta dimensione, cioè a quello che sono nella realtà: dei prodotti della mente che possono essere controllati.

7 consigli per trarre profitto dalla mindfulness con una pratica corretta

Allora, che consigli possiamo dare per ottenere il massimo dalla nostra pratica mindfulness?

  1. Ritagliarsi del tempo, ogni giorno tutti giorni, per meditare e dedicarci a noi stessi. Che sia a casa o sotto l’ombrellone, pochi minuti saranno sufficienti (niente scuse e “Non ho tempo.” 10 minuti possono bastare).
  2. Anche quando ci sentiremo scettici o annoiati, continueremo la nostra pratica per il tempo che avremo stabilito, ascoltando le tracce audio che avremo scelto (online ne troverete tantissime) oppure limitandoci ad osservare in modo attento ciò che accade dentro di noi o intorno. Non abbiamo nulla da perdere e molto da guadagnare.
  3. Scegliamouna posizione comoda, seduti o sdraiati, che ci permetta di stare eretti con una postura dignitosa e di rimanere vigili. Avere gli occhi chiusi non significa dormire!
  4. Anche se la mindfulness può essere praticata dovunque, all’inizio meglio optare per un posto tranquillo dove sarà possibile non essere disturbati.
  5. Se durante la meditazione ci assaliranno sensazioni come prurito, dolore o fastidio, è solo il tentativo della mente di distrarci e di opporsi a un esercizio che non le è familiare. Anziché cedere all’impulso potremo, dunque, concentrarci sull’osservazione di quelle sensazioni. Non dureranno!
  6. Per la mindfulness il respiro è fondamentale. Rivolgeremo, dunque, tutta la nostra attenzione consapevole al respiro che entra ed esce dal nostro corpo attraverso l’inspirazione e l’espirazione. Non si tratterà di fare respiri profondi o di contare il numero di inspirazioni, ecc. Basterà osservare il ritmo naturale del respiro. “Fintanto che respiriamo, dentro di noi ci sono più cose giuste che sbagliate indipendentemente da tutto ciò che non funziona” (Jon Kabat-Zynn);
Donna distesa che medita

La mente vaga continuamente, e tenterà di distrarci con pensieri o riflessioni che riguardano presente e futuro. In questi casi, la riporteremo gentilmente all’osservazione consapevole del respiro. Resteremo così, ancorati nel momento presente, per tutta la durata della nostra pratica mindfulness.

Conclusioni

La mindfulness migliora la vita e fa stare bene

Il percorso della mindfulness è un aprirsi volontariamente all’esperienza attimo dopo attimo, con gentilezza e amore per sé stessi, indipendentemente dal fatto che questa esperienza sia piacevole, spiacevole o neutra.

La mindfulness ci permette di riprendere il controllo delle nostre vite proprio rinunciando al controllo, lasciando che i pensieri tornino ad essere pensieri e le emozioni, cioè stati ed eventi transitori che accadono nella nostra mente e nel nostro corpo e che è possibile osservare in modo curioso.

Come dice John Kabat Zinn, “Il fine è essere gli esploratori del nostro percorso e i beneficiari delle nostre esplorazioni”.

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