La Gelosia è Amore?

Il termine gelosia è utilizzato per indicare un sentimento tanto naturale quanto tormentoso perché in grado di scatenare sentimenti altrettanto intensi come la paura, la rabbia, l’impotenza, il dolore.

Le coppie moderne – improntate sulla parità dei ruoli e abituate a nuove modalità di comunicazione e relazione – grazie anche ai nuovi strumenti tecnologici e a tutto il vasto mondo di social network e chat di cui dispongono – sembrano sempre più convinte (a parole) che la gelosia sia un sentimento ormai fuori moda, anacronistico e non più al passo coi tempi. 

Si definiscono coppie aperte; vivono il proprio rapporto in modo libero, impegnati ma non troppo.

Dietro questa facciata di libertà e autonomia lo spettro della gelosia, però, è sempre in agguato.

Gli psicologi e i sessuologi sanno benissimo che la gelosia non è affatto sparita dalle dinamiche interne ai rapporti, bensì, in alcuni casi, si è addirittura acuita ed è spesso causa di rotture insanabili.

Così anche altre categorie di professionisti come avvocati e giudici, oggi più che mai, si ritrovano a dover analizzare e\o utilizzare, nella difesa dei propri clienti, lunghe documentazioni estrapolate proprio da mezzi come facebook o whatsapp perché il tradimento, reale o presunto, passa proprio attraverso il cyberspazio e l’utilizzo sempre più massiccio degli smartphone.

Molti ricercatori, grazie anche alle numerose ricerche condotte, hanno raccolto dati scientifici incontrovertibili sul fatto che questo sentimento così perturbante, sia imprescindibile dall’amore.

Amare il proprio partner significa, infatti, anche aver paura di perderlo.

Secondo lo psichiatra Aldo Carotenuto

quando si affaccia il sospetto che chi amiamo si sta allontanando da noi, è come se ci venisse lanciato il messaggio: non ho più bisogno di te. Ora ho bisogno di altre cose, di altre braccia, altre carezze.

Ed ecco allora che il sentimento più umano che si possa provare, la gelosia, come un morso interiore, attanaglia mente e cuore e sfocia in conflitti in cui la persona perde la sua lucidità, nel tentativo di trattenere chi sta per lasciarla e, così facendo, le infliggerebbe la pena più grande: l’abbandono.

La psicologia della gelosia è particolarmente complessa. Nessuno può considerarsi immune e tutti, in qualche modo, l’abbiamo provata.

Una cosa è certa: si può essere gelosi senza amare come nelle gelosie patologiche ma non si può amare senza esserlo perché la gelosia è naturale (Willy Pasini).

È certamente utile, per capire meglio questa distinzione, cercare di capire quali dinamiche sono insite nella gelosia normale e quali in quella patologica, sempre tenendo conto che le differenze nella realtà non sono così nette e che la gelosia cosiddetta normale può aggravarsi diventando un’ossessione in un crescendo che va dalla normalità al delirio.

Proviamo a capire di più.

La gelosia “normale” o “costruttiva”

Costruttiva perché è un sentimento che può addirittura rinsaldare il rapporto.

Normale perché è una manifestazione quasi fisiologica all’interno del rapporto di coppia e, di solito, scompare da sola senza lasciare strascichi.

Nella gelosia naturale il geloso mostrerà la sua gelosia in modo deciso ma senza aggressività e utilizzerà armi come la seduzione e l’ironia che lo renderanno più affascinante agli occhi del partner.

La gelosia “grave” o “distruttiva”

Quando la gelosia diventa incontrollabile, non si tratta più di passione ma di disturbo psichiatrico. Possono esserne affetti soggetti depressi che nella gelosia esprimono rabbia e insicurezza e che, sul proprio partner, proiettano il proprio senso di inferiorità e, addirittura, la propria infedeltà.

Questo tipo di gelosia si nutre di fantasia e delirio, di una realtà percepita che è distante dalla realtà dell’altro ma che diventa, per il soggetto patologico, l’unica verità possibile.

La gelosia di questo tipo è quella che si scatena come una tempesta e dà vita ad un vero e proprio inferno sia per chi la sperimenta che per la vivibilità della coppia.

In ogni sguardo e in ogni situazione il geloso vede un rivale immaginario; va letteralmente fuori di testa; non riesce più a ragionare; si chiude al dialogo o scatena la propria furia con scenate che, sottoponendo l’altro ad una pressione insostenibile, mettono a repentaglio il rapporto per il quale si è tanto preoccupati.

Si tratta di un vero e proprio atto di sabotaggio operata dal geloso, dal quale la coppia non può che uscire sconfitta.

In psicologia la definiamo profezia che si autodetermina: inconsciamente si agisce in modo tale, da trovare conferma a ciò che più fa paura.

Siamo, come dicevamo, di fronte ad un vero e proprio quadro patologico: la gelosia inserita in un disturbo di personalità che è quello paranoide in cui le caratteristiche principali sono il sospetto e la diffidenza.

La persona gelosa è accecata dal possibile tradimento del partner. La sua paura è incontrollabile, smisurata e assurda, perché l’infedeltà viene data per scontata. Il soggetto impiega tutte le sue energie nella ricerca spasmodica delle prove del tradimento, nella certezza di poterle trovare.

Il geloso patologico, esattamente come il paranoico grave, non ha bisogno di verificare la realtà ma si costruisce le proprie interpretazioni e crede solo a queste. Di volta in volta, prenderà di mira una conversazione, un fatto, un singolo elemento su cui edificherà uno scenario immaginario, vissuto in modo così reale e coerente (dal suo distorto punto di vista) da mettere in ombra qualsiasi prova contraria; le sue convinzioni sono così ostinate che sarà impossibile abbandonarle anche se i fatti e le situazioni mostrano che sono totalmente errate. Cercherà testardamente conferma dei suoi sospetti – anche se completamente infondati – e finirà per trovarli. Le spiegazioni del partner saranno inutili, verranno anzi interpretate come giustificazioni da smontare e su cui indagare.

Il clima che si respira in queste coppie è facilmente immaginabile: i soprusi scatenano ritorsioni in un gioco al massacro senza fine.

Il geloso patologico non ammetterà mai di aver torto perché ciò lo metterebbe di fronte al vuoto senza fine e alla profonda insicurezza che è dentro di lui\lei ed è proprio all’origine di tutto.

Non si tratta di un pazzo.

Il suo problema sono: la scarsa fiducia nelle figure oggetto d’amore ed una incontrollabile paura di essere abbandonato. È per questo che il suo disagio e il suo dolore senza fine trovano un obiettivo: il partner.

Le sole cose che si possono invidiare a queste persone, sono il tempo e le energie spese per coltivare questa gelosia morbosa.

Caratteristiche del geloso

Come abbiamo detto, la gelosia nasce dalla paura di perdere l’altro e dal fatto di non sentirsi unici e indispensabili ai suoi occhi.

Questa frustrazione, secondo gli psicoanalisti, determina un vero e proprio crollo narcisistico che riporta alla luce il trauma, vissuto durante l’infanzia, di quando il bambino si rende conto di non essere il centro del mondo della madre.

I tratti della persona gelosa sono:

  1. ​Insicurezza
  2. Senso di inferiorità
  3. Scarsa autostima
  4. Senso di esclusione
  5. Possessività
  6. Orgoglio
  7. Competizione
  8. Invidia
  9. Esagerata fame d’affetto
  10. Paura di essere abbandonati

La personalità del geloso è molto fragile.

Tutte queste componenti possono mescolarsi perché la gelosia ha, di fatto, molte radici psicologiche, alcune delle quali  affondano nel passato.

Nell’età adulta la gelosia rappresenta solo la punta dell’iceberg di un disagio più ampio e pervasivo che andrebbe analizzato e curato. Ciò consentirebbe di individuarne le componenti e di non risultarne avvelenati.

Spesso per il timore di perdere l’oggetto d’amore, si reagisce attaccandovisi ancora di più.

Questo genera una sindrome di aggrappamento (Imre Hermann) normale nella prima infanzia, quando il benessere fisico e psicologico del bambino dipendono dall’adulto. Una volta cresciuti, però, questo tipo di rapporto, è ben lontano dalla vera intimità che non può che passare attraverso una “distanza intimache lasci margini di autonomia e libertà a entrambi i partner.

Dalla gelosia si può guarire

“L’Amore non è possesso”

Una terapia è spesso la strada migliore per ritrovare se stessi, per tornare ad amarsi e ad amare in modo sano.

Dal momento che, come detto la gelosia ha molte forme, l’approccio verrà personalizzato dallo psicologo, in base alle vere esigenze del Paziente\Cliente. In ogni caso, il terapeuta lavorerà per ristabilire un minimo di autonomia affettiva.

Quando, invece, il tradimento è reale o il rapporto proprio non funziona, la persona dovrà imparare a distaccarsi senza pensare che la separazione sia un fallimento.

Dire addio, in qualche caso, è una possibilità di rinascita che vuol dire elaborare il lutto per la scomparsa di una situazione che credevamo acquisita e per riappropriarsi della propria libertà emotiva ed intellettiva.

Bisogna prendere coscienza che ogni cosa può essere perduta, anche l’amore.

In conclusione…

Si può amare senza essere gelosi?

L’importante, come in tutte le cose è la dose.

Una gelosia eccessiva è dannosa e rende invivibile l’amore.

La sua assoluta assenza, invece lo rende insipido. Per usare le parole del più illustre tra tutti gli studiosi della mente umana, Sigmund Freud:

“la gelosia è uno di quegli stati affettivi che possono essere definiti normali. Quando sembra che essa manchi del tutto dal carattere e dal comportamento di una persona, è legittimo inferire che ha subìto una forte rimozione e svolge quindi una parte tanto più importante nella vita psichica inconscia”.

Quindi non negate la vostra gelosia ma imparate a educarla e, se vi fa soffrire, fatevi aiutare da un buon terapeuta. Tutto può cambiare in meglio, se solo siete voi a volerlo.

Magari con la vostra rinascita e spensieratezza, sarà il partner ad essere geloso di voi in un gioco di relazione e seduzione che – perché no? –  potrà risultare afrodisiaco.

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