L’ ipocrisia: indossare una maschera è una patologia sociale

Ipocrisia maschera patologiaImparerai a tue spese che, nel lungo tragitto della vita, incontrerai tante maschere e pochi volti”.

L. Pirandello

 

Fin da bambini ci viene insegnato che dire la verità è giusto mentre mentire è un comportamento sbagliato. Poi, però, nella pratica, crescendo, ci rendiamo conto che, quando esprimiamo il nostro pensiero in modo sincero, gli altri possono offendersi e, per essere educati, in alcuni casi, è più appropriato evitare la verità. Ecco che, l’ipocrisia (con tutto il carico di assenza di coraggio e di completo disinteresse nei confronti degli altri nel solo interesse di ottenere ciò che è vantaggioso per noi) inizia a  mettere radici. anche se siamo tutti pronti a considerarle come un aspetto deprecabile, se ci riflettiamo è un aspetto quasi considerato accettabile, se non addirittura istituzionalizzato a livello sociale.

Come esseri umani sociali, frequentemente viviamo tutti un conflitto tra quelli che sono i nostri desideri e quelli che sono i desideri degli altri. Per non rinunciare al nostro “Io”, né entrare in conflitto con gli altri, sviluppiamo delle strategie assertive che ci permettono di conciliare interessi pubblici (sociali) e privati (personali).

Gli ipocriti sono quelli che non sviluppano nessuna strategia adattativa ma usano e sfruttano l’ipocrisia (strategia disadattiva) per raggiungere i propri scopi, nascondendo ciò che pensano o sentono.

COSA SI INTENDE PER IPOCRISIA

L’ipocrisia è uno degli atteggiamenti più nocivi e distruttivi per le relazioni interpersonali, in cui possiamo imbatterci nel corso della nostra vita: soffoca l’autenticità e imprigiona in una ragnatela di falsità, bugie, condizionamenti che provoca profonda sofferenza nella vittima.

La parola deriva dal greco “ypòcrisis” e significa “palcoscenico”: l’ipocrisia ha, infatti, a che vedere col tema della simulazione, della menzogna e degli imbrogli. La persona ipocrita pretende di possedere capacità, ideali o virtù che, in realtà, non gli appartengono, con il preciso intento di ingannare gli altri ricavandone un vantaggio economico o d’immagine.

Si tratta di una dimensione più buia e pericolosa della semplice bugia:

– la bugia è un’alterazione di ciò che è vero;

l’ipocrisia è mancanza di onestà, utilizzata per nascondere volutamente la propria personalità, fare finta di essere ciò che non si è, ostentando correttezza e nobiltà d’animo, al fine di ottenere approvazione sociale.

ipocrisia vantaggio socialeSi approfitta della buonafede altrui, per tornaconto personale, cercando di indurre l’altro a fare delle scelte che magari non farebbe, manipolando a proprio vantaggio abitudini, desideri, speranze e angosce.

Spesso i peggiori ipocriti sono i potenti, i membri del Governo, i politici, i religiosi: impongono tasse, richiedendo continui sacrifici ai cittadini, mentre si aumentano gli stipendi. Esprimono tutta la propria vicinanza ai poveri, mentre vivono nel lusso. Dicono di voler fare qualcosa per gli altri ma guardano soltanto alle proprie tasche. Parlano di pace ma foraggiano guerre.

Secondo la psicologia si tratta di una malattia sociale, a volte contagiosa (far finta di non accorgersi dell’ipocrisia dell’altro, ci rende ipocriti a nostra volta), che nasconde dietro sembianze amichevoli la volontà di possesso di un bene, di una posizione sociale, ma anche la conquista della benevolenza o dell’affetto di altrui.

Sebbene, come dicevamo, sia molto facile avere a che fare con ipocriti nella propria vita (nella politica, nella religione, nelle relazioni di lavoro e nei rapporti familiari, amicali e amorosi), smascherarli non è sempre facile; spesso fingono talmente bene, che potremmo dubitare del nostro stesso giudizio. E quando ce ne rendiamo conto, pur essendone profondamente feriti, reagiamo in modo passivo con la convinzione che cambiare qualcuno è un’impresa quasi impossibile.

 

LE CARATTERISTICHE DELL’IPOCRITA

  • volontà di sopraffazione e tendenza ad approfittarsi degli altri per imporre la propria volontà;
  • dissimulazione delle reali intenzioni con il tradimento, l’inganno, il sotterfugio, la manipolazione;
  • volontà di raggiungere un obiettivo a qualsiasi costo anche con la violenza morale, squalificando l’altro per ottenere un vantaggio, seducendo con false promesse, adulandolo e sfruttandone il senso di colpa, oppure rimproverandolo apertamente;
  • bisogno di autoaffermazione dettato dall’ambizione, dalla volontà di successo e prestigio sociale. L’ipocrita usa tutti i mezzi che ha, per raggiungere i suoi scopi, incurante del danno che può arrecare agli altri;
  • ostentata superiorità morale e intellettuale: fornisce lezioni di morale senza applicarle alla propria vita. Per es. può affermare che sia doveroso aiutare gli altri, ma quando può farlo, si tira puntualmente indietro. Afferma che bisogna essere leali ma poi non si crea alcun problema a essere infedele col proprio partner o tradire un amico. È il classico perbenista che guarda la pagliuzza nell’occhio del vicino incurante della trave nel proprio occhio, abituato a puntare il dito sempre contro gli altri, umiliandoli anche pubblicamente;
  • pensa che tutto gli sia concesso;
  • ha sempre una scusa pronta e, anche posto di fronte delle evidenze, non riconosce mai i suoi errori, né la propria responsabilità;
  • non chiede mai scusa;
  • i suoi complimenti sono ambigui e sottendono una critica, per es.: “quell’abito ti sta d’ incanto! Che bello che non t’importi di essere un po’ sovrappeso”; “casa tua è bellissima, peccato per il quartiere!”

CHI È VERAMENTE L’IPOCRITA

Secondo Kierkegaard “l’ipocrita si sforza in continuazione di sembrare buono pur essendo cattivo”.

Come dicevamo, il nucleo patologico dell’ipocrisia è difficile da individuare poiché l’ipocrita nasconde i suoi veri sentimenti; cerca sempre di apparire gentile, affabile, pronto ad aiutare gli altri. Recita continuamente una parte, adottando uno stile di vita che non gli appartiene, per sembrare quello che non è. In realtà non gli importa nulla di quello che fanno o sentono gli altri, l’empatia non gli appartiene.

Si tratta di soggetti che in realtà hanno forti componenti interiori di frustrazione, insicurezza, rabbia, invidia e senso di inadeguatezza, con cui rifiutano di confrontarsi, su cui cercano di esercitare uno stretto controllo. Indossare continuamente una maschera sociale è faticoso, comporta una grande dispendio di energie e questo non aiuta l’ipocrita ad essere felice.

L’ipocrisia non è lo strumento dell’ipocrita, ma la sua prigione” Gómez Dávila

Secondo C.G. Jung indossare delle maschere in modo inconsapevole per difendersi, è un processo psicologico normale e anzi indispensabile.

La differenza è che l’ipocrita è cosciente e consapevole di indossarla e non se la toglie mai, neanche con le persone a cui dovrebbe essere affettivamente e intimamente legato.

L’ipocrita presenta un quadro psicologico strettamente connesso a quello narcisistico. Come il Narcisista, l’ipocrita vuole piacere e basta, vuole ottenere e mai dare. Propone una relazione falsa, malata, fatta di costante falsificazione. L’ipocrita continuerà ad alimentare il rapporto senza mai farlo evolvere e senza mai consentire uno scambio reale e affettivo.

In amore come in amicizia, si presenta come l’uomo\la donna capace di consolare, ascoltare e su cui contare in ogni occasione ma lo scopo è unicamente quello di arrivare velocemente all’appagamento sessuale o all’ottenimento di benefici personali dal rapporto con l’altro. A livello amicale, ad esempio, potrebbe essere andare a villeggiare a casa altrui, essere invitato a cena, conoscere gli amici influenti dei propri amici ecc. Il classico approfittatore che scompare all’improvviso dopo aver raggiunto il risultato o si dilegua quando il rapporto “rischia” di diventare più serio o gli viene chiesto un favore, perché per lui\lei la reciprocità non è mai contemplata.

Sul lavoro è quello che va d’accordo con tutti senza mai esprimere ciò che davvero pensa, fa da paciere cercando però di accaparrarsi le simpatie di chi ha più potere. La maschera è funzionale all’ottenimento di posizioni lavorative economicamente più vantaggiose o di maggior potere.

Accettare rapporti ipocriti, imprigiona le persone in spirali di sofferenza crescente, in cui ci si sente confusi, si perde il contatto con sé stessi, e non si è più capaci di distinguere il vero dal falso.

Gli schemi di comportamento, posti in essere, sono caratterizzati da pensiero rigido e non offrono nessun arricchimento per la sfera interiore, nessun valore per la coscienza, possono con un’alta probabilità sfociare in disturbi della personalità.

 

SMASCHERARE UN IPOCRITA

L’ipocrisia non si vince, si affronta!

Come per il narcisista, non possiamo cambiare un ipocrita, ma possiamo difendere noi stessi dalla sua influenza oppure dare l’esempio con il nostro comportamento fiero e autentico, riconoscendo che, dentro ognuno di noi, coesistono contraddizioni. Non dobbiamo vivere secondo le aspettative altrui, né diventare moralisti. Dobbiamo vivere e lasciar vivere.

Gli ipocriti si contraddicono sempre!

 

Osserva il comportamento non verbale: Imparare a leggere il linguaggio del corpo potrà tornare molto utile. L’ipocrita tende a nascondere le mani, mettendole in tasca o sotto il tavolo, se sono seduti. Raramente manterrà lo sguardo. Se si sentirà in difficoltà, mostrerà il disagio con gesti quali: toccarsi il viso o gli abiti, sbadigliare, movimenti bruschi che risulteranno goffi.

Ascoltalo: Se durante una discussione si sentirà con le spalle al muro, cercherà di sviare l’attenzione, riportando il discorso su argomenti neutri o cambiando discorso, cercando di evitare di esporsi.

Cercherà di giustificarsi in mille modi.

Calmati! non attaccare e non ti demoralizzare: Fagli notare le contraddizioni in modo breve e conciso, senza dilungarti. Chiedigli un chiarimento (basterà per farlo smettere). Accusarlo di non fare ciò che predica, lo metterà solo sulla difensiva e lo farà contrattaccare. Sarebbe tempo sprecato per te.

Se sei obbligato ad avere a che fare con queste persone, per esempio per motivi di lavoro, di fronte alle critiche, alle etichette che tenterà di appiccicarti addosso, ai sabotaggi, ai raggiri… non farti vincere! Ricorda sempre a te stesso chi sei e quali sono le tue qualità e i punti di forza.

Metti dei paletti: quello che dicono o fanno gli altri, non deve importarti. Se l’ipocrita sta esagerando, diglielo chiaramente, con fermezza ma in modo pacato: non sei disposto ad accettare lezioni di morale o rimproveri immeritati. Ti lascerà in pace!

 

IN CONCLUSIONE: L’IMPORTANZA DELL’AUTENTICITÀ

Scoprire l’ipocrisia degli altri è doloroso: vi sentirete traditi, sarete profondamente addolorati e delusi, perché avrete capito di aver riposto la vostra fiducia su persone immeritevoli del vostro affetto, del vostro amore e della vostra ammirazione.

Voi valete di più!  Tenerli lontani è un dovere che dovrete dimostrare a voi stessi.

Le persone autentiche non si nascondono dietro comportamenti falsi e opportunistici, non usano trucchi e non mentono continuamente. Hanno il coraggio e la maturità di mostrarsi per quello che sono.  Non fanno complimenti solo per compiacere. Sono sensibili, empatici e rispettosi nei confronti degli altri. Non tradiscono la fiducia. Non manipolano i sentimenti.

Avere a che fare con persone autentiche vi consentirà di comprendere che è possibile amare e raggiungere obiettivi anche senza l’inganno del sotterfugio mentale.

Non date l’opportunità a chi pensa solo a sé stesso, di rientrare nella vostra vita e continuare a farvi del male.

Prendete le distanze.

Rifiutatevi di ballare la musica di altri!

Tenete alla larga mentitori, narcisisti e compagnia “brutta”.

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