I bambini vittime di una separazione

Nei casi, ormai frequenti, in cui due genitori decidono di separarsi, le vittime, dal punto di vista psicologico ed emotivo, sono i figli che, troppo spesso, vengono utilizzati come strumento di ricatto per questioni economiche o come armi da guerra per vendicarsi dell’altro coniuge in una triangolazione che crea sintomi e patologie.

Ackerman affermava: il bambino come capro espiatorio accusato delle colpe dei genitori.

Sebbene a parole, si affermi di voler proteggere i bambini (soprattutto se piccoli), questi sono spesso protagonisti passivi di liti, anche molto accese, dove tensione e aggressività si tagliano col coltello.

Anche quando si cerca di tenerli fuori dai contrasti, nella convinzione che essi non li guardino o credendo di non essere visti, in realtà i bambini sanno già tutto. Comprendono e assorbono la tensione, come noi adulti non immagineremmo mai.
conflitto bambini separazioneCapiscono benissimo se la mamma è depressa o il papà è triste; ascoltano e osservano e, cercando di salvare la situazione, e di tenere insieme i genitori (in un grido che equivale a un “ridatemi mamma e papà!”).

Quando l’idea salvifica crolla, si amplifica in lui/loro la sensazione di pericolo e si sentono in colpa per non esserci riusciti.
Iniziano a manifestare forme di regressione con comportamenti che non sono adatti alla loro età (sintomi psicosomatici come febbre e mal di pancia), iperattività e risultati scolatici scadenti. Oppure si “adultizzano”, comportandosi come bambini “vecchi”, amplificando la propria capacità di sanare la relazione della coppia ostile, appropriandosi di un ruolo genitoriale che non gli compete, sentendosi quasi in dovere di proteggere il membro della coppia che percepiscono come più debole (generalmente, la Madre).

Questo crea sollievo nell’adulto, che lo vive come un rifornimento emotivo, senza rendersi conto, purtroppo, di quanto questo possa essere pericoloso per la crescita futura del figlio a cui viene negata la sua possibilità di vivere con spensieratezza la sua infanzia.

Per sopravvivere diventa genitore del genitore!

bambini-separazioneIn entrambi i casi il problema del bambino è sempre un problema familiare (genitori immaturi e irresponsabili).

La coppia genitoriale dovrebbe avere la responsabilità di provvedere a contenere la sofferenza e le paure che sovrastano, schiacciandoli, i loro bambini (paura, vergogna, senso di colpa, sofferenza).

Hanno il dovere e la necessità di rispettare il bambino e ascoltare ciò che ha da dire. Ovviamente questo presuppone il bisogno di trovare il Linguaggio giusto per spiegare e comunicare.

Prima di intraprendere dolorosi percorsi giudiziali e decidere di coinvolgere CTU e CTP (che non fanno il Lavoro di psicologi ma supportano i lavori dei giudici nel comprendere la reale situazione psicologica di chi hanno davanti senza poter, di fatto, intervenire) bisognerebbe riflettere.

Una scelta simile peggiorerebbe il senso di impotenza di tutta la famiglia e accrescerebbe i livelli di astio fomentati anche dagli avvocati.

La scelta più matura e più giusta, sarebbe di parlare con franchezza con i bambini e scegliere un percorso di psicoterapia della famiglia dove, attraverso i bambini che sanno tutto del funzionamento del loro nucleo familiare, si arrivi ad aiutare gli adulti.

Lo psicologo crea un’alleanza terapeutica attraverso il gioco, che fa emergere la competenza relazione dei piccoli. Questo permette di invertire il processo: da una triangolazione negativa, in cui il bambino si trova tra due fuochi, si arriva ad una triangolazione positiva in cui il bambino riapre i canali comunicativi e può sentirsi libero di dire che ha paura.

Questo lavoro permette ai genitori di recuperare la propria competenza genitoriale e il valore affettivo della propria famiglia .

genitori figliInvece di un percorso giudiziale si consiglia vivamente una mediazione familiare che permetterà di trovare dei punti di incontro insieme a tutta la famiglia, potendo così arrivare ad un pacifico accordo sulla separazione, in un ambiente protetto. L’accordo potrà poi essere depositato in tribunale.

Va ricordato che una famiglia che ha dei figli, anche quando decide di “sfaldarsi” resta, in qualche modo, una famiglia. I genitori dovranno per tutta la vita comunicare e vivere insieme i momenti importanti della vita dei propri figli.
È, dunque, impossibile pensare di cancellare l’altro. Ma stabilire rapporti civili è certamente auspicabile.

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